ECHOES OF YUL – THE HEALING

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A cura di Massimiliano Marra e Sabrina Scoletta, Radio Jungle Ciani

Zoharum Records – 2015
Gli Echoes Of Yul sono un progetto musicale polacco dedito a un genere catalogabile tra il drone doom, ambient, industrial, con qualche elemento sludge e post-metal. Questa prima breve descrizione suggerisce uno stile particolare e ricco di sfaccettature in scala di grigi, riscontrabile anche nei loro precedenti lavori. Il disco in questione è il loro ultimo album uscito per la Zoharum Records.
The Healing è un’immersione in un mondo fatto di suoni e immagini, riverberi, frattali, echi, giochi di luce e ombre, tutto rigorosamente in bianco e nero. Paesaggi di desolazione si aprono davanti agli occhi (oppure orecchie) con Ester. I droni accompagnano l’ascoltatore lungo il percorso tracciato dalle chitarre, funeree e malinconiche. Ma questo mondo non è fatto solo di visioni apocalittiche. Infatti nei brani seguenti fanno capolino le immancabili sperimentazioni sonore, ritmi industriali, atmosfere post-metal inquietanti, e tempi cadenzati e feedback tipicamente sludge/doom pronti ad impastare tutto con una fanghiglia che rallenta qualsiasi movimento. Qualche spiraglio di luce si intravvede in Organloop e Gush, assieme a strane registrazioni vocali, ma in tutto l’album a farla da padroni rimangono comunque i bordoni e i rumorismi elettronici. Con la title-track si giunge ad acque più tranquille e chiare, dove la fitta nebbia grigia si dirada, facendo intuire un’idea di rinascita e di guarigione (appunto The Healing). Come chiusura si ha The Better Days nella quale si nota ormai che la cupezza iniziale è praticamente scomparsa lasciando spazio unicamente alla sperimentazione e i droni su note luccicanti. Con ciò si può dire che in questo full-lenght sia presente un climax da ambienti negativi ad una riscoperta della luce, che potrebbe simboleggiare una guarigione o un ritorno alla vita.
The Healing è senza dubbio un ottimo lavoro atmospheric/drone doom che i polacchi Echoes of Yul hanno saputo condurre con maestria.

VOTO: 4 sirenette